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Maria Grazia Floris
17/05/2011

Salute, diritto di tutti, anche di chi è privato della libertà

Riceviamo e pubblichiamo

– Il primo convegno in Italia sul transito delle competenze sanitarie dal Ministero della Giustizia a quello della Salute si è svolto a Viterbo il 12 giugno 2008 promosso dalla FP CGIL di Viterbo.

Hanno partecipato il Giuseppe Aloisio direttore generale della Asl di Viterbo, Alessandro Compagnoni direttore sanitario Asl di Viterbo, rappresentanti dei servizi sociali del comune di Viterbo, il direttore di Mammagialla Pierpaolo D’andria, Miranda Perinelli segretario generale Cgil, il responsabile del reparto di medicina protetta di Viterbo, Giulio Starnini, Franco Lepri coordinatore sanitario del carcere di Viterbo, Enzo Saulino Forum Regionale del Lazio per l’applicazione della 230/99 , Fabrizio Rossetti Responsabile Nazionale Sanità Pubblica e Privata FP CGIL, Francesco Quinti Coordinatore Nazionale FP CGIL Pol. Penitenziaria e molti operatori del settore.

Già nell’ intervento di Aloisio si è evidenziata la necessità di un confronto immediato sul tema, proponendo la formazione di tavoli tecnici a livello periferico, specifici della realtà Viterbese, dove rappresentanti della Sanità Pubblica, del Ministero della Giustizia, delle Parti Sociali e degli Operatori del settore, inizino a pianificare in questa fase transitoria, la migliore applicazione possibile della riforma, per l’utenza e per gli operatori dell’istituto Viterbese.

Gli interventi hanno sottolineato la necessità di garantire il diritto costituzionale alla salute per tutti, compresi coloro momentaneamente privi della libertà.

I relatori contestualmente, si sono soffermati sulla tutela degli operatori del settore,ove pur valutando questa riforma complessivamente buona, in una realtà come quella di Viterbo dove i componenti dell’area sanitaria dell’istituto penitenziario hanno rapporti di lavoro esclusivamente in convenzione.

Sarebbe devastante, ci si troverebbe infatti di fronte ad un repentino abbandono del servizio da parte di quei medici e infermieri, operanti da decenni con specifiche professionalità acquisite all’interno del Carcere,che non si sentirebbero più gratificati, né professionalmente né tantomeno economicamente.

A tal proposito Giulio Starnini proponeva come possibile punto di riflessione l’organizzazione in una realtà come quella di Viterbo, una forma di servizio di intramoenia da applicare alle nuove esigenze della Sanità Pubblica che con il D.P.C.M. del 30 marzo 2008 ha recepito tutte le competenze della Medicina Penitenziaria, salvaguardando così quelle professionalità acquisite riqualificando e garantendo contemporaneamente, senza strappi il servizio Sanitario dentro il Carcere.

Questo Convegno, organizzato dalla FP CGIL di Viterbo e molto partecipato, si spera sia lo stimolo ad una proficua fase di incontro dove le parti troveranno la soluzione migliore per l’Istituto Penitenziario Mammagialla di Viterbo.

Il segretario generale FP CGIL Viterbo Sergio Riccardi

Maria Grazia Floris
Author: Maria Grazia Floris

Medico chirurgo

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