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Maria Grazia Floris
10/05/2011

Legge quadro sul carcere della Regione Lazio

Arriva nei prossimi giorni in Aula al Consiglio Regionale del Lazio la  proposta di legge recante interventi a sostegno dei diritti della popolazione detenuta, primo firmatario il consigliere e assessore al Bilancio Luigi Nieri (PRC), già approvata nelle Commissioni competenti. La Pdl (n. 11 del 28.6.2005) mira a dare sistematicità agli interventi della Regione in ambito carcerario per quanto riguarda gli aspetti di sua competenza, vale a dire la sanità, il lavoro e il trattamento. Qualora la legge venisse votata, la Regione Lazio confermerebbe la propria attenzione all’universo penitenziario, già dimostrata con l’introduzione, prima Regione in Italia, della figura del Garante dei diritti dei detenuti. Il testo si articola in quattro parti, la prima delle quali contiene i principi generali cui esso è ispirato, impegnando la Regione a una produzione normativa atta a rendere effettivo il rispetto dei diritti dei detenuti, nonché all’adozione di misure per la creazione di un sistema integrato di welfare per le persone in esecuzione penale. La seconda parte concerne il problema del diritto alla salute, che la riforma Bindi del 1999 – che prevedeva il passaggio della medicina penitenziaria dal Ministero della Giustizia al Servizio Sanitario Nazionale e che non è mai stata attuata – intendeva garantire attraverso un’universalità di prestazione che si rivolgesse tanto al cittadino libero quanto a quello detenuto. Un decreto del 2000 individuava nel Lazio una delle tre Regioni in cui sperimentare il trasferimento completo delle funzioni sanitarie al servizio pubblico, ma negli anni passati non è stato dato alcun seguito a tale indicazione. La proposta in oggetto prevede ora che la Regione – attraverso appositi progetti obiettivo triennali, realizzati in seguito a una mappatura di bisogni effettuata da una preposta Commissione consiliare – si faccia carico di organizzare l’assistenza sanitaria presso le carceri, dando un ruolo diretto ai servizi sanitari regionali e integrando con proprie risorse umane quelle dell’amministrazione penitenziaria. In ogni istituto che ospiti più di cento detenuti, la ASL competente è impegnata a creare un proprio dipartimento, che garantisca, tra le altre cose, l’assistenza per le tossicodipendenze, un servizio di psichiatria, uno di psicologia, uno di medicina del lavoro. Particolare attenzione è prestata ai detenuti che hanno appena fatto ingresso in carcere, tra cui si conta il maggior numero di suicidi, nonché agli stranieri, per i quali la Regione offre agli operatori sanitari un servizio di mediazione culturale. La Pdl-Nieri istituisce nel bilancio regionale un apposito capitolo di spesa per il servizio sanitario penitenziario. La terza parte si propone di migliorare l’accesso al lavoro della popolazione detenuta e in esecuzione penale esterna. Dopo una ricognizione dei bisogni formativi e delle offerte lavorative di mercato, la Regione è impegnata a redigere il piano annuale per la formazione professionale nelle carceri, a dettare agli enti locali le linee guida operative in materia di lavoro e formazione professionale delle persone in esecuzione penale, ad aiutare l’imprenditorialità di queste ultime, a favorirne l’accesso al lavoro attraverso misure di defiscalizzazione per chi assume persone detenute o ex detenute. L’ultima parte della proposta di legge si concentra sul cosiddetto trattamento penitenziario. La Regione si fa carico di sopperire temporaneamente alle gravi carenze di operatori dell’area trattamentale riscontrabili nelle carceri laziali disponendo finanziamenti ai Comuni per l’assunzione, per un periodo di tre anni, di educatori, mediatori culturali, psicologi, assistenti sociali. Inoltre, attraverso un tavolo interassessorile appositamente istituito, la Regione intende migliorare il trattamento intra ed extra murario, tanto potenziando la rete sociale regionale così da favorire un maggiore ricorso alle misure alternative alla detenzione, quanto potenziando le attività culturali interne, l’offerta educativa (in particolare attraverso la creazione di poli universitari in carcere), l’offerta sportiva

Giuseppe Gonnella

Maria Grazia Floris
Author: Maria Grazia Floris

Medico chirurgo

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