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Maria Grazia Floris
17/05/2011

LA CONCLUSIONE DI UN LUNGO CAMMINO DI RIFORMA

L’emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri concernente le modalità e i criteri per il trasferimento al Servizio Sanitario Nazionale di tutte le competenze della medicina penitenziaria segna la conclusione del lungo percorso iniziato con il decreto legislativo n. 230 del ‘99.
La riforma è rimasta a lungo incompiuta in quanto in questi anni sono passate al Servizio Sanitario Nazionale le sole materie relative alle tossicodipendenze e alla medicina preventiva.
Con il decreto firmato ieri dal Presidente del Consiglio, tutte le  competenze sanitarie della medicina generale e di quella specialistica, nonché i relativi rapporti di lavoro e le conseguenti risorse economiche e strumentali, sinora in capo al Ministero della Giustizia, saranno trasferite al Servizio Sanitario Nazionale.
Troverà così piena applicazione il principio che riconosce alle persone detenute o internate, alla pari dei cittadini liberi, il diritto all’erogazione delle prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione previste nei livelli essenziali e uniformi di assistenza, con la possibilità di accesso alle risorse tecnologiche già disponibili per la comunità esterna.
Il testo del decreto e le linee di indirizzo del nuovo modello organizzativo, nonché della fase di transizione da un sistema all’altro, sono frutto di un’intensa attività di concertazione tra Ministeri della Giustizia e della Salute, Regioni ed Organizzazioni Sindacali.

COSA CAMBIA: IL PASSAGGIO DELLE FUNZIONI
Tutte le funzioni sanitarie (assistenza di base, interventi di urgenza, interventi specialistici, ricovero per acuti e per patologie croniche – Centri Clinici, Ospedali Psichiatrici Giudiziari  eparti per HIV, reparti per l’osservazione psichiatrica, reparti per la disabilità neuromotoria – riabilitazione, valutazioni e provvedimenti medico legali), svolte dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e dal Dipartimento della Giustizia Minorile, vengono trasferite al Servizio Sanitario Nazionale. Le Regioni garantiscono l’espletamento del Servizio attraverso le Aziende Sanitarie nel cui ambito di competenza sono ubicati gli istituti e servizi penitenziari e i servizi minorili di riferimento.

I PRINCIPI DI RIFERIMENTO
Massima sinergia tra Servizio Sanitario Nazionale e Amministrazioni penitenziaria e della Giustizia minorile negli interventi di tutela della salute e di recupero sociale dei detenuti e dei minorenni sottoposti a provvedimento penale Garanzia della continuità terapeutica dal momento dell’ingresso in carcere al ritorno in libertà.
Affermazione dell’ambito territoriale come sede privilegiata per la cura e la riabilitazione anche delle persone con disturbi mentali detenute o internate negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, per i quali si prevede un percorso di progressivo superamento proprio grazie alla integrazione con le reti territoriali dei servizi di assistenza e cura.
Maggiore attenzione al settore delle tossicodipendenze con la proposta di creazione di aree detentive a custodia attenuata (Day Hospital e Day Service) per il trattamento delle fasi acute.

Le risorse
Il decreto prevede il trasferimento delle risorse finanziarie del Ministero della Giustizia al Fondo Sanitario Nazionale. Tali risorse sono quantificate complessivamente in 157,8 milioni di euro per il 2008, 162,8 milioni di euro per il 2009 e 167,8 milioni di euro a decorrere dal 2010.
Le attrezzature, gli arredi, i beni strumentali afferenti alle attività sanitarie di proprietà del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del Dipartimento della Giustizia Minorile, vengono trasferiti, in base alle competenze territoriali, alle aziende sanitarie locali.

Il personale
Sono trasferiti, con diverse modalità, i rapporti di lavoro del personale medico, paramedico e degli psicologi dal Ministero della Giustizia alle aziende sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale. Il passaggio riguarda 476 dipendenti di ruolo dell’Amministrazione penitenziaria, tra dirigenti medici, psicologi, tecnici e infermieri e 4694 dipendenti non di ruolo tra medici incaricati, di guardia, infermieri e ausiliari.
Per quanto concerne la Giustizia Minorile il trasferimento riguarda 184 unità tra personale di ruolo e non di ruolo.

(VEDI ALLEGATO DEL DECRETO LEGGE)

2 aprile 2008

Maria Grazia Floris
Author: Maria Grazia Floris

Medico chirurgo

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