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Maria Grazia Floris
18/05/2011

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HIV e infezioni correlate negli Istituti Penitenziari Italiani: note di epidemiologia e di organizzazione sanitaria

Sergio BABUDIERI (a), Giulio STARNINI (b), Bruna BRUNETTI (c), Sergio CARBONARA (d),Gian Piero D’OFFIZI (e), Roberto MONARCA (b), Giovanni MAZZARELLO (f),Stefano NOVATI (g), Aldo CASTI (h), Grazia FLORENZANO (h), Giulio QUERCIA (h),Enzo IOVINELLA (h), Celestino SARDU (h), Anacleto ROMANO (h), Marinella DIERNA (h),Serafino VULLO (h), Antonio PINTUS (a), Ivana MAIDA (a), Luca DORI (i),Sebastiano ARDITA (c), Maria Stella MURA (a), Massimo ANDREONI (i) e Giovanni REZZA (a)

Riassunto. – HIV ed altre infezioni costituiscono un importante problema sanitario nelle carceri italiane.
In particolare, la prevalenza dell’infezione da HIV è elevata a causa delle caratteristiche della popolazione reclusa, in gran parte rappresentata da tossicodipendenti e stranieri. Inoltre, i risultati di indagini condotte nelle
carceri di altri paesi industrializzati suggeriscono che l’adozione di comportamenti a rischio durante il periodo di detenzione non è infrequente e la trasmissione di infezioni quali quella da HIV è possibile. I dati di indagini condotte dall’amministrazione penitenziaria nelle carceri italiane mostrano una diminuzione nella sieroprevalenza di HIV dal 9,7% nel 1990 al 2,6% nel 2001. Questi dati sono però ampiamente incompleti e potenzialmente affetti da distorsioni dovute alla auto-selezione dei reclusi nei confronti del test sierologico HIV o a variazioni nell’offerta del test. E’ pertanto necessario raccogliere informazioni maggiormente accurate, possibilmente attraverso la conduzione di indagini che escludano l’identificazione dell’individuo, al fine di pianificare meglio i servizi sanitari e gli interventi di prevenzione.
Parole chiave: HIV, carceri, epidemiologia, organizzazione sanitaria.

 

Maria Grazia Floris
Author: Maria Grazia Floris

Medico chirurgo

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