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SIMSPE
05/02/2019

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EUROPEAN PR.O.T.E.C.T. PROJECT

Viterbo, 5 Febbraio 2019 – Ha preso ufficialmente il via a Viterbo il Progetto PROTECT, finanziato dalla Commissione Europea, per la prevenzione, la valutazione ed il trattamento dei sex offenders negli istituti penitenziari europei.
I partner di SIMSPe in questa importante nuova iniziativa internazionale sono: il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Italiana (Direzione Generale della Formazione e Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento), la Sapienza Università di Roma (Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione), l’Università di Minho (Centro di Investigazione in Psicologia) a Braga, Portogallo, la NGO Healthy City, a Spalato, Croazia. Il progetto ha come obiettivi: 1) la prevenzione della recidività dei crimini sessuali non solo attraverso la repressione e la pena ma anche e soprattutto attraverso l’intensificazione del trattamento terapeutico dei sex offenders in carcere; 2) la realizzazione di un Protocollo condiviso da tutti i partner europei.

Il fenomeno dei crimini sessuali viene percepito dalla comunità in modo particolarmente abietto e questo in molti Paesi si è tradotto in un incremento del livello della pena per rispondere alla richiesta di maggiore protezione sociale. Ma la detenzione dei sex offenders senza un accurato intervento terapeutico è destinata al fallimento, in quanto è statisticamente dimostrato un’elevato tasso di recidiva in questa tipologia di reati.

Le azioni previste all’interno del progetto sono:
– mappare a livello europeo lo stato dell’arte sulla gestione di questa tipologia di persone detenute, analizzando le pratiche attualmente esistenti nei paesi UE, con specifico focus sui paesi partner del progetto (Italia, Portogallo, Croazia);
– prevenire la recidività dei reati sessuali attraverso lo sviluppo di un protocollo di trattamento internazionale del detenuto, nato dalla condivisione di strategie tra i partners. Lo scopo è quello di creare Unità Operative Funzionali “OFUs” sperimentali (Operational Functional Units) incentrate sulla “giustizia riabilitativa”, la quale verrà testata almeno in 6 istituti penitenziari europei selezionati;
– formare tutte le professionalità in diretto contatto con i detenuti sex offenders, modellando i contenuti ad un approccio “comportamentale” con lo scopo di ridurre lo stigma e il pregiudizio nei confronti dei sex offenders e di aumentare la conoscenza e la consapevolezza della malattia mentale.
Il Protocollo verrà testato su 100 detenuti per crimini sessuali nei 6 istituti penitenziari europei selezionati, con il coinvolgimento anche di 12 Direttori, 12 Commissari di polizia, 120 agenti di polizia penitenziaria, 60 medici, 30 infermieri, 30 volontari, oltre ad altri 120 detenuti che verranno specificamente formati allo scopo di ridurre lo stigma e saper gestire la convivenza in carcere.

 

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Author: SIMSPE

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