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Andrea Franceschini
26/05/2011

DOCUMENTO DI INDIRIZZO SIMSPe 2007-2008

La conoscenza dei complessi fenomeni che caratterizzano il penitenziario rappresenta un elemento non trascurabile per comprendere ed indirizzare le scelte per il progressivo miglioramento del sistema. La Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria ONLUS, che comprende tra i suoi aderenti Medici esperti del settore, operanti nel penitenziario e nelle Università, ribadisce la propria valenza di carattere tecnico-scientifico per l’ obiettivo statutario di studio dei problemi del settore Penitenziario, e per la contestuale elaborazione di ipotesi e proposte di risoluzione.

La Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria ONLUS vuole quindi offrire il contributo delle idee provenienti dagli operatori che, particolarmente motivati all’attività penitenziaria, considerano significativa e valorizzante questa attività sanitaria, non ultimo per i suoi intrinseci riflessi sociali, ed avanza proposte per i seguenti argomenti di valutazione
1. Governo centrale del sistema

Le esperienze regionali di varia tipologia maturate dal D.L.vo 230/99 ad oggi sono nei fatti rispondenti a quella richiesta di “sperimentazione” regionale e fanno ravvisare  la necessità di approntare un organismo integrato tra Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Ministero della Salute. Si ritiene indispensabile la riattivazione dello Staff Sanitario presso la Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, al fine di supportare la stessa Amministrazione con un indispensabile strumento tecnico in campo sanitario.

2. Regioni

Le Unità Operativa di Sanità Penitenziaria hanno raggiunto una buona efficienza operativa e sono state riconosciute valide innovazioni amministrative anche dalla Corte dei Conti. E’ necessario però definirne con decreto interministeriale loro attribuzioni e relative funzioni. Le  “Unità Operative di Sanità Penitenziaria” rappresentano, di fatto, il luogo ideale di incontro con gli Assessorati alla Sanità per disegnare le nuove realtà assistenziali locali

3. Territorio

A livello territoriale è necessario implementare i rapporti fra le singole ASL e gli Istituti Penitenziari. Rimane necessario un modello operativo – la cui definizione non è più procrastinabile – che veda una chiara attribuzione di competenze fra SSN ed Amministrazione Penitenziaria in merito a:

  1. attività specialistica
  2. emergenze-urgenze
  3. ruolo dei Dip.ti di Salute Mentale e delle U.O. di Malattie Infettive
  4. farmaceutica
  5. laboratorio analisi

4. Il Personale Sanitario Penitenziario

L’ attuale incertezza normativa rende necessaria ed urgente la rivisitazione della figura del Medico Penitenziario nel suo complesso. Diventa oramai necessaria la ridefinizione di tale ruolo con autonomia organizzativa e progressione di carriera ed economica; in quanto sono, di fatto e nell’attività svolta, Dirigenti Medici a tutti gli effetti, e già impegnati a più livelli all’interno dell’Amministrazione Penitenziaria. Considerare come una risorsa quegli Operatori sanitari che si sono distinti per impegno e professionalità è un elemento indispensabile per favorire la buona riuscita della configurazione di un nuovo assetto nell’ attività assistenziale in carcere.

  5. Le strutture di ricovero dell’Amministrazione Penitenziaria

In un’ottica generale di sistema riteniamo che gli attuali Centri Clinici, viste le oggettive limitazioni operative e gli elevati costi di gestione, debbano essere  riconvertiti a strutture penitenziarie per patologie croniche e che per i ricoveri acuti si debbano realizzare reparti ospedalieri alla stregua di quelli già esistenti, (Azienda S.Paolo di Milano, Presidio Ospedaliero “S.Pertini” di Roma e  Presidio Ospedaliero “Belcolle” di Viterbo). Riteniamo altresì che debbano essere immaginate nuove strutture non penitenziarie sull’esempio delle comunità terapeutiche,  per “detenuti sociali”.

6. Assistenza Farmaceutica

Attualmente solo in alcune Regioni il Servizio è assicurato dalle ASL; altre affermano di attendere indicazioni dal Ministero della Salute, ma le pari opportunità terapeutiche devono essere garantite in carcere come sul territorio.

7. Formazione

La Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria, attraverso lo stimolo della ricerca,  i convegni ma soprattutto Corsi di aggiornamento, persegue l’obiettivo di una qualificazione sempre maggiore del medico e del personale sanitario chiamato ad operare in carcere.

8. Studi e Ricerche

Nel rispetto dello spirito della Società  reputiamo doveroso richiedere che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria continui ad aprirsi alle proposte di collaborazione in studi e progetti proposti da  Enti, Università, Società Scientifiche,  che consentano di acquisire nuove procedure e conoscenze utili ad aumentare la qualità dell’assistenza fornita alla persona detenuta.

9. Aspetti economici e di costo

E’ necessario essere consapevoli che qualsiasi ipotesi di modifica dell’attuale sistema richiederà maggiori costi, ed in tal senso alcuni particolari aspetti devono essere tenuti in considerazione come elementi oggettivi di riflessione e valutazione

 La Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria, forte dei valori tecnici, scientifici e culturali di cui è portatrice, si dichiara pertanto disponibile alla partecipazione ad eventuali Commissioni istituite dai Ministeri interessati (Giustizia, Salute ed Affari Sociali) sulle tematiche segnalate, al fine di apportare il contributo dettato dall’ esperienza nella programmazionedi futuri assetti per la gestione sanitaria delle persone detenute in carcere

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